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Come migliorare i tassi di consegna delle tue email

Il tasso di deliverability è un argomento fondamentale che incide sul successo o meno di una campagna di email marketing.

Ma cosa si intende per deliverability e in che modo può condizionare il tuo obiettivo di business?

Per tasso di deliverability si intende la capacità delle email di raggiungere la casella di posta del destinatario, senza essere ostacolata da filtri o blocchi impostati dal provider o da sistemi anti-spam.

Seguire le regole sul’invio di campagne di email marketing diventa quindi fondamentale, affinché una campagna email possa registrare tassi di apertura significativi e non vanificare lo sforzo e le risorse profuse per impostarla e adattarla alle tue strategia di crescita. Ma non è l’unico fattore.

Può sembrare molto banale l’invio di un semplice messaggio email, ma dietro questo semplice “gesto” si nascondono un architettura molto complessa, anche utilizzando un semplice Client di posta come Outlook non darà la garanzia che le email arrivino certamente a destinazione.

Se nella tua strategia di digital marketing c’è l’invio di email commerciali massive, devi compiere tutte le azioni a tua disposizione affinché queste arrivino nelle caselle InBox dei tuoi clienti, principalmente per salvaguardare la reputazione del tuo brand e per mantenere un rapporto di fiducia con il tuo pubblico.

Ricordiamo che dietro una mail c’è sempre un indirizzo ip che viene identificato e sarà il nostro identificativo in rete, nel bene e nel male.

 

Ma quali sono le email che un provider considera come spam?

In quest’epoca così digitalizzata le email che ogni giorno tutti noi riceviamo nelle caselle di posta sono migliaia e i filtri anti-spam devono essere necessariamente aggressivi, non tanto (e non solo) per filtrare truffe palesemente dichiarate, ma anche per bloccare tutte quelle comunicazioni commerciali inviate dalle aziende che il cliente non vuole ricevere, indipendentemente dal contenuto.

Per questo, con gli anni, i filtri si sono fatti sempre più difficili da superare. Per un’azienda che fa email marketing, tenere in considerazione tutti questi fattori è complicato ma allo stesso tempo indispensabile.

La deliverability, la capacità dunque di un’email di raggiungere il destinatario, è un insieme complesso di fattori che si fa ogni giorno più complicato. E le piattaforme di invio email qualificate basano la loro efficacia proprio sull’altissima qualità dei server per preservare le azioni dei propri clienti da manovrare ad alto tasso di inefficacia derivanti proprio da campagne “fai da te”.

 

Cosa puoi fare per far sì che le tue comunicazioni vengano correttamente recapitate nella casella di posta giusta?

Abbiamo già parlato qui di come il primo elemento da cui partire sia l’oggetto dell’email. È la prima cosa che l’utente legge ed è anche il primo parametro che viene valutato da un provider per assegnare il suo punteggio di spam:

Meglio spendere qualche minuto in più a scrivere un oggetto efficace che vanificare tutto il lavoro in pochi secondi.
Bandite le classiche parole come gratis o offerta, punteggiature eccessive, simboli e maiuscole per tutto il testo.
Attenzione anche gli Short Link e al testo della email che deve essere coerente con l’oggetto e seguire delle buone practice in termini di leggibilità e chiarezza.

La deliverability è determinante per la tua crescita perché incide direttamente sul fatturato. Un tasso di recapito scadente equivale a minori opportunità di conversione e, di conseguenza, a minori ricavi. Il rispetto di protocolli internazionali e l’adozione di semplici regole possono portare a un incremento significativo delle aperture, dei clic e quindi delle conversioni.

 

Ogni provider assegna un punteggio medio in relazione a tutte le email inviate in un dato periodo per ogni casella di posta. Se le tue email sono state sempre di qualità anche un messaggio con un alto punteggio di spam verrà consegnato grazie alla reputazione che hai costruito con il tempo. Viceversa dovrai profondere un grande sforzo per invertire la tendenza in caso di comunicazioni “sporche” per tornare ad alzare il tuo tasso di deliverability.

 

Ma la reputazione si costruisce anche in base al contenuto, ovvero inviando comunicazioni interessanti, coerenti con l’immagine del tuo brand, che stimolino aperture e interazioni. L’obiettivo in questo senso è fare in modo che i tuoi destinatari non contrassegnino le tue email come spam.
Quando questo accade succede che tutte le email inviate successivamente a quella persona andranno automaticamente nella casella spam e se più persone si sentiranno legittimate a farlo, con il tempo a tutte le email inviate dal tuo dominio sarà riservata la stessa sorte con conseguenze a questo punto disastrose sul tuo tasso di deliverability e quindi reputazione del tuo marchio.

Quali sono allora gli errori da evitare per mantenere sempre alto questo tasso?

  • Non acquistare database preconfezionati o da fonti non sicure.

In primo luogo perché possono contenere Indirizzi Trappola (spam trap), ovvero indirizzi email fittizi o non più in uso che i fornitori di servizi internet (ISP) utilizzano per identificare i mittenti di newsletter che non aderiscono alle normative di distribuzione della posta elettronica.
Se nella tua lista di indirizzi capita anche uno solo di questi, i sistemi anti-spam si attiveranno all’istante.
Inoltre, anche se le liste acquistate da fornitori esterni sono state ottenute con l’esplicito consenso dei destinatari a ricevere comunicazioni di aziende terze, è evidente che chi ha dato questo consenso non ha manifestato apertamente interesse per il nostro brand e l’engagement non può che essere scarso.

  • A questo proposito, il rispetto della normativa sulla privacy è fondamentale.

Ogni indirizzo email presente nei database deve essere ottenuto con l’espresso consenso del proprietario a ricevere comunicazioni commerciali. Seguire la legge e le sue regole si traduce in maggiore fiducia e credibilità del marchio.

  • Interagire con l’utente.

inviando in automatico un’ulteriore email per la conferma della registrazione al sito, è il metodo giusto per avere la certezza di un database sempre pulito con indirizzi validi e aggiornati, riducendo così notevolmente anche il tasso di bounce.
Se il destinatario infatti interagisce con le tue email, il filtro non le manderà in spam. Quello della conferma della registrazione con il sistema opt-in è al momento il metodo più efficace per un consento pulito. Ma ci sono anche altri metodi per spingere l’utente ad interagire con una email: fare in modo che clicchi su un link per la conferma di un servizio o per l’ottenimento di uno sconto, invitarlo a rispondere per avere maggiori informazioni sulla sua persona o azienda, consigliare di impostare il tuo messaggio come speciale o di spostarlo tra i preferiti.

  • La disiscrizione alla newsletter deve essere di semplice accesso e non forzata.

Meglio consentire un rapido annullamento dell’iscrizione, inserendo in tutte le tue comunicazioni un link per effettuare la procedura in modo chiaro e semplice. Il tuo brand ne guadagnerà in reputazione, trasparenza e serietà.

  • Frequenza d’invio: anche il numero di email inviate è un elemento importante per la deliverability.

Anche il numero di email inviate è un elemento importante per la deliverability. Inviare troppe comunicazioni è sbagliato tanto quante inviarne troppo poche. Se i tuoi invii sono troppo sporadici rischi che i tuoi destinatari si dimentichino di te e tendano a disiscriversi o segnalarti come spam.
L’ideale è non scendere sotto i due invii al mese e non superare i quattro.
A questo proposito, se inizi da zero ad inviare un numero molto alto di email, i provider tenderanno ad innalzare subito le loro difese. Meglio partire da numeri bassi ed aumentare il tiro man mano che vai avanti con la tua strategia di email marketing.

  • Autentica correttamente il tuo dominio aziendale via SPF e DKIM

Infine, l’ultimo consiglio è di autenticare il dominio aziendale che vuoi usare per l’invio delle email, utilizzando correttamente i record SPF e DKIM.
Le migliori piattaforme di marketing automation ed email marketing forniscono i propri record, che dovrai inserire tra le impostazioni DNS del tuo dominio (è necessario quindi entrare nel pannello del tuo provider, come ad esempio Aruba, e modificare le impostazioni DNS).
Questi record servono per autenticare ancora più strettamente le email inviate attraverso piattaforme esterne, e fanno in modo che i filtri anti-spam dei tuoi clienti sappiano che quelle email sono state inviate proprio da te, e non da qualcuno che utilizza il nome della tua azienda senza permesso!

Una volta impostato, puoi verificare la correttezza del record SPF per il tuo dominio usando dei tool online come i seguenti:
MX Toolbox
Kitterman SPF Query Tool

 

In conclusione

La garanzia di delivery della email non potrà mai essere assicurata ma sicuramente seguendo le best practices si potranno avere benefici enormi.
Queste sono solo alcune delle azioni che puoi compiere per proteggere il tasso di deliverability delle tue email e migliorare quindi l’efficacia della tua strategia.
In ogni caso se le tue email sono interessanti, con contenuti coerenti, in linea con gli interessi dei tuoi utenti e che stimolano l’interazione sarai sempre protetto dai filtri anti-spam, anche quelli di ultima generazione.

 

da | Ott 30, 2020