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Tutorial su come far dialogare Google Form e LeadBI tramite il servizio Zapier.
Attraverso l'integrazione potrete acquisire dati dal popolare servizio google form ed averli sincronizzati all'interno del vostro account in LeadBI.
Come primo passo dovrete effettuare l'accesso al servizio zapier.com e selezionare le app ed i servizi da far dialogare.

Successivamente all'integrazione potrai anche far partire automazioni o altri trigger.

Zapier è un servizio che ti consente di far dialogare diverse applicazioni web senza complesse integrazioni, è disponibile ache con un piano gratuito che consente di provare il servizio anche se in maniera limitata.

7 best practices per la consegna delle e-mail su Gmail, Yahoo, Hotmail e gli altri provider di posta

Ogni provider di posta ha le proprie linee guida per l'autenticazione e la propria politica anti-spam. Vale la pena conoscerle e metterle in pratica soprattutto se si inviano grandi volumi di e-mail, a maggior ragione se internazionali. Il luogo in cui, all’interno della casella di posta, andranno a finire i tuoi messaggi è un elemento molto importante.

Due elementi determinano l'efficacia dell'e-mail marketing: un messaggio efficace con contenuti accattivanti, ed alcuni aspetti tecnici che ne garantiscono una migliore deliverability. Sebbene il contenuto sia un argomento discusso più frequentemente rispetto alla consegna, anche questa richiede un'ottimizzazione costante.

Persino la mail preparata nel modo più creativo possibile non porterà i risultati attesi se non raggiunge la casella di posta in arrivo, ma viene inserita nella cartella SPAM.
Un modo per evitare che questo accada è imparare a rispettare i severi requisiti dei provider di caselle di posta elettronica. Ma per applicarli correttamente, è necessario conoscerli e (soprattutto) disporre di un'infrastruttura che consenta di customizzare l'intero processo, come quella usata da LeadBI.

Vi presentiamo di seguito 7 regole che consentono di ottimizzare la deliverability delle e-mail!

#1 Il database verificato è la chiave. Raccogli i consensi!

Nell'e-mail marketing, la qualità del tuo database ha un impatto significativo sui risultati di marketing, oltre che sulla reputazione. Pertanto, ricorda di inviare messaggi solo ai destinatari che sono davvero interessati a te.

Non acquistare database, poiché non puoi essere assolutamente sicuro che i dati siano stati raccolti con il rispetto delle regole: è meglio far crescere la tua lista di e-mail con il metodo di consenso opt-in (ottenendo cioè il consenso tramite l'iscrizione). Oltre ad essere legalmente sicuro, è anche più efficace: coloro che si iscrivono volontariamente tua lista, mostrano un maggiore coinvolgimento in relazione alle e-mail in arrivo e segnalano meno spesso spam o reclami di abuso. Ciò aumenterà la deliverability delle tue email, ovvero la consegna nella casella di posta in arrivo.

#2 Pulizia del database e coinvolgimento dei destinatari. Prenditene cura!

Applicare le buone pratiche per raccogliere indirizzi e-mail nel tuo elenco di contatti è importante, ma è altrettanto importante prendersi cura della pulizia del database, per esempio per la regolare rimozione degli utenti inattivi.
Tuttavia, prima di cancellarli dalla tua lista, cerca di riconquistare la loro attenzione. Cerca di identificare il momento in cui i tuoi destinatari smettono di interagire con la tua e-mail e invia loro un messaggio per riguadagnare la loro attenzione. Quando questo non porta ancora alcun coinvolgimento da parte loro, prova a inviare loro un'e-mail di riconferma. Se non c'è reazione, escludi i loro indirizzi e-mail dal tuo elenco.

Il coinvolgimento degli iscritti è fondamentale: maggiore è il livello di coinvolgimento, più efficaci sono le tue azioni. Uno dei metodi utilizzati per aumentare il coinvolgimento degli utenti è la segmentazione dei messaggi di posta elettronica, in termini di contenuti adattati alle informazioni demografiche e comportamentali (cronologia degli acquisti, tempo di elaborazione degli ordini, frequenza) e settore di appartenenza degli utenti. In altre parole, invia il messaggio corretto in base alla diversa tipologia di utente.

#3 Ricevi una richiesta di cancellazione? Accettala!

Piattaforme di marketing come LeadBI si occupano di quest'aspetto totalmente in automatico, ma al fine di una corretta informazione è bene comunque spiegarlo: una volta che un clicca sul collegamento per annullare l'iscrizione alla tua lista di e-mail, non cercare di "aspettare" un ripensamento prima di rimuoverlo, poiché c'è un grande rischio che il tuo prossimo messaggio venga contrassegnato come SPAM rischiando anche di avere un impatto negativo sulla reputazione del tuo IP. Pertanto, il consiglio è di accettare tutte le richieste di cancellazione entro 24 ore.

Come già detto, LeadBI si occupa in automatico della gestione degli indirizzi email disiscritti, per ottimizzare i tuoi tassi di consegna e migliorare la tua reputazione.

#4 Reclami degli utenti?

Questo è un altro aspetto gestito automaticamente da LeadBI.
I provider di posta elettronica adottano soluzioni specifiche per aiutarti a tenere tracciadei reclami di spam da parte degli utenti. Spesso forniscono programmi di monitoraggio gratuiti che ti consentono di vedere cosa pensano realmente i tuoi destinatari dei messaggi. Grazie a questi, puoi adottare le misure appropriate per modificare i feedback negativi, ridurre il numero di reclami e quindi migliorare la tua reputazione di invio.

Quando inizi a utilizzare questi servizi (denominati Feedback Loop), puoi controllare il tasso di reclami e cercare di mantenerlo al di sotto dello 0,2% per ogni indirizzo IP. Per gli indirizzi IP con un tasso di reclami più elevato, è più probabile che la posta venga inviata alla cartella SPAM.

A costo di essere ripetitivi, è bene ribadire che LeadBI si occupa di tutto questo per te in automatico.

#5 Standard di autenticazione? Tienili stretti!

Segui tutti gli standard di autenticazione. Ti aiutano a stabilire una reputazione di dominio coerente e a prevenire lo spoofing della posta elettronica. Quindi, assicurati di autenticare correttamente la tua e-mail con i record SPF, DKIM e DMARC.

#6 La segmentazione dei contatti ha senso. Provala!

Il tasso di consegna dei diversi tipi di messaggi può variare. Mentre le e-mail transazionali di solito non causano problemi, quelle di marketing richiedono maggiore attenzione. Pertanto, è bene separarle e utilizzare liste di email diverse per le diverse tipologie di comunicazione. Ciò contribuisce a un migliore controllo sulle prestazioni, a una migliore deliverability della posta elettronica e alla capacità di rispondere più rapidamente a qualsiasi problema di consegna. Dopo un po' di tempo noterai non solo tassi di consegna deliverability, ma anche una migliore reputazione di invio.

#7 Whitelist. Registrati!

Anche quest'ultimo aspetto è gestito in automatico da LeadBI, tuttavia ne parleremo per una completa informazione.

Essere nella whitelist del mittente significa che le tue e-mail raggiungeranno la posta in arrivo del destinatario. Ricorda, le e-mail inviate da indirizzi IP certificati sono comunque soggette a filtraggio i termini di contenuto, URL e utenti.

Sebbene seguire le migliori pratiche dei più grandi ISP non sia facile, specialmente quando si inviano di volumi di e-mail elevati, vale la pena dedicare un po' di tempo per imparare e testare. Ogni giorno inviamo milioni di messaggi e sappiamo che i vantaggi derivanti dall'utilizzo di queste linee guida sono evidenti e soprattutto hanno un impatto significativo sull'efficienza delle prestazioni della posta elettronica.

Ricorda però: se non crei i contenuti che i tuoi utenti vogliono leggere, non potrai mai ottimizzare la delivery e, con il tempo, finirai comunque nella cartella di spam.
Solo ottimizzando di pari passo sia il content che le tue pratiche d'invio, i tuoi sforzi di email marketing daranno i frutti che ti aspetti!

Da oggi Zapier entra a far parte del novero di integrazioni supportate da LeadBI!

Zapier ti consente di collegare ed automatizzare la comunicazione tra piattaforme diverse e LeadBI, attraverso specifici trigger chiamati Zap.

Puoi ad esempio integrare LeadBI con i Form di Google, con le tue bacheche di Trello od i task su Slack, per aggiungere o recuperare dati da e verso LeadBI.

L'impostazione richiede due minuti e nessuna conoscenza tecnica, è sufficiente creare il tuo account Zapier e seguire le istruzioni relative all'integrazione che vuoi attivare.

Grazie al supporto Zapier, LeadBI è ora integrabile facilmente con oltre 3000 servizi diversi. Provalo subito!

La nuova funzione Blacklist ti consente di visualizzare le liste dei tuoi indirizzi email non validi, in maniera sempre più rapida e semplice.
La nuova funzionalità è già online e potrai trovarla dal menu a sinistra alla sezione Altro > Blacklist.

Con questa funzione puoi visualizzare in ogni istante quanti e quali sono gli indirizzi attualmente esclusi dall’invio, e caricare le tue “liste di esclusione” per evitare di correre il rischio di importare indirizzi email di clienti (o ex-clienti) che già hanno espresso in passato la loro volontà di non ricevere le tue comunicazioni.

In questo modo potrai ottimizzare la delivery delle tue campagne e migliorare i tuoi tassi di consegna e conversione in maniera sempre più efficace!

Crea più velocemente le tue automazioni coi i nuovi template!
Da oggi dovrai solo scegliere il modello e avrai già pronti gli step, i tag, i form ed i modelli email, tutti creati in automatico nel tuo account e pronti per essere personalizzati.

Crea una nuova automazione e seleziona il trigger iniziale, vedrai tutti i modelli a disposizione.

 

Una volta scelto il modello da cui vuoi partire, troverai tutti gli elementi già pre-impostati nel tuo workflow, pronti per essere personalizzati.

Gli elementi extra come Moduli d'iscrizione, Modelli email o Tag vengono creati in automatico e saranno visualizzabili, e modificabili, come sempre nelle relative sezioni del tuo account.

 

 

Nuovi modelli di email saranno presto online!
I modelli delle automazioni sono disponibili da ora nel tuo account, provali subito !

Canva è uno dei servizi online più utilizzati per la creazione di banner grafici per newsletter, pagine social, post, infografiche e qualsiasi tipo di messaggio grafico.

Da oggi potrai usare Canva direttamente dal tuo account LeadBI, andando dal menu a sinistra su: Campagne > Media Files > Progetta con Canva

 

 

Se non hai un account Canva (gratuito), dovrai crearne uno nuovo. Dopo la registrazione, le tue creazioni verranno salvate nella sezione Media FIles del tuo account per poter essere facilmente condivise o utilizzate nelle tue campagne.

L'aggiornamento è online adesso, provalo subito!

 

Ogni giorno siamo sottoposti ad una moltitudine di sollecitazioni in termini di pubblicità, newsletter e messaggi promozionali. In alcuni casi catturano la nostra attenzione, la maggior parte delle volte li giudichiamo ripetitivi, fastidiosi e di non interesse.

Questa divisione tra strategie di marketing efficaci e inefficaci può essere analizzata ancor di più nello specifico quando si confronta l'outbound con l'inbound marketing.

Già partendo dalla semplice tradizione letterale dei due termini “outbound” e “inbound”, che corrispondono in italiano a “in uscita” e “in entrata”, si evince la differenza sostanziale che è alla base di questi due approcci strategici, che spesso sono definiti anche come push e pull marketing, evidenziando come uno “spinge” mentre l’altro “attrae”.

 

Ma quali sono le principali differenze tra l'outbound e l'inbound marketing?

 

In termini molto semplici si potrebbe dire con l’outbound marketing un’azienda ricerca nuovi clienti affidandosi ai mass media, con lo scopo di raggiungere il maggior numero possibile di utenti indipendentemente dal fatto che siano o meno in linea con il target di riferimento, mentre con l’inbound marketing l'obiettivo è di raggiungere il cliente con azioni mirate e personalizzate.

 

Ma analizziamoli nello specifico.

 

Outbound Marketing

L'outbound è considerato il marketing tradizionale attraverso il quale si avvia una conversazione con l'utente a senso unico, cercando un canale dove ipoteticamente si può arrivare ad un numero molto elevato di utenti interessati al nostro messaggio. Pensiamo agli spot televisivi, ai passaggi in radio, alla pubblicità a mezzo stampa o ai volantini pubblicitari.

Questo tipo di approccio è sicuramente più dispendioso dal punto di vista delle risorse economiche da investire, in particolar modo se si scelgono canali con un bacino di utenza molto ampio. Nell'outbound marketing una delle leve del successo sembra essere infatti proporzionale alla semplicità del messaggio e alla ripetizione dello stesso. Ed è proprio la ripetizione continua che porta ad aumentare in modo verticale la spesa di questo tipo di campagna pubblicitaria

Inoltre per questo approccio è difficile monitorare il ritorno sull'investimento (ROI) se si pensa all'impossibilità di capire quante persone hanno visto un volantino, un cartellone o un annuncio stampato. Con riferimento alle email, poi, i filtri antispam sono sempre più efficaci e le aziende incontrano sempre più difficoltà a recapitare messaggi standardizzatati ad un numero molto elevato di utenti. In ultimo, le tecnologie a nostra disposizione oggi sono sempre di più e non è difficile arrivare a contenuti di nostro interesse propinati dai media in streaming senza interruzioni pubblicitarie.

Al giorno d’oggi il valore dell’outbound marketing è per questo decisamente inferiore rispetto al passato e viene spesso sostituito dall’inbound marketing. Il cambiamento del panorama mediatico è stato determinante e ha sicuramente avuto,  in questo processo, un’influenza significativa.

Ma tutto ciò non vuol dire che l’oubound marketing abbia solo aspetti negativi e che sia da escludere nella pianificazione di una strategia: occorre infatti sempre tenere a mente la regola base, ovvero che un brand deve scegliere gli approcci più adatti al proprio business e ai propri obiettivi.

L’outbound marketing è utile, ad esempio, per avviare un contatto con l’utente, nel quale si potrebbe suscitare un iniziale interesse verso un certo servizio o prodotto pubblicizzato, così da portarlo a cercare ulteriori informazioni altrove, su altri canali.

Ecco perché bisognerebbe sempre considerarlo in un’ottica comunicativa più integrata, combinandolo con delle strategie di inbound marketing.

L’outbound marketing, insomma, serve alle aziende per avviare un primo contatto e ad aprire la strada a una futura conversazione con i clienti o potenziali tali, anche mentre sono impegnati in attività che apparentemente sembrerebbero non in linea con il brand, il prodotto o il servizio che si vuole pubblicizzare: non passare inosservati e non essere percepiti come fastidiosi sono le parole chiave da tenere in considerazione.

 

Inbound Marketing

 

Passando all''inbound marketing possiamo dire, in termini semplicistici, che è una nuova opportunità per le aziende di fare marketing in cui si promuove un prodotto o un servizio a delle persone che hanno già espresso il loro interesse per quei prodotti o per altri prodotti molto simili. Tra i canali a disposizione di questa tipologia di comunicazione ci sono i blog, i social media e i corsi di formazione.

È interessante notare quindi come l'inbound marketing apra diverse possibilità di promozione, di comunicazione con i clienti e di costruzione di una nuova reputazione per il brand.

Rispetto all'outbound marketing, l'inbound marketing è decisamente a basso costo. Piattaforme come blog, profili social media e strumenti di diffusione di contenuti testuali e video sono molto più economici rispetto a spot televisivi, inserzioni sui giornali o manifesti.

Un altro grade punto di forza è legato al fatto che una strategia di inbound marketing, se costruita correttamente, raggiunge in maniera puntuale e precisa una persona che ha già espresso qualche tipo di interesse per il prodotto o servizio offerto e riesce così a colpire il pubblico con un'efficacia molto più alta rispetto all'outboud.

Efficacia che si traduce nell'attrarre lead realmente interessati, grazie ad informazioni mirate e preziose per i clienti e per la possibilità che fornisce di creare un rapporto di fiducia e di fidelizzazione con il target di riferimento.

Nella maggior parte dei casi le persone mal digeriscono le pubblicità, perché sono davvero tante quelle che ogni giorno ci propinano e perché spesso non sono di nostro interesse. Questo perché in molti degli annunci che riceviamo non è contenuta alcuna proposta di valore nonostante l'outbound marketing compia degli innumerevoli e, a volte, costosissimi sforzi.

Con l'inbound marketing non si parla più di annunci, ma di conversazioni costruite con i contenuti.

La strategia dell’inbound marketing utilizza infatti il rafforzamento della relazione con i consumatori che sono già alla ricerca di informazioni aggiuntive sui prodotti o servizi offerti. Il primo contatto avviene quando l'utente fornisce direttamente all’azienda i propri dati perché interessato a qualcosa che essa offre. In questo modo finalizzare la vendita diventa un obiettivo certamente più concreto.

Anche se per creare alcuni strumenti necessari per una buona strategia di inbound marketing ci vuole tempo e un buon budget a disposizione, il loro ritorno sull’Investimento (ROI) è molto alto. Se poi consideriamo la promozione che può essere fatta a questi contenuti, ad esempio sui social media, con un piccolo sforzo si possono raggiungere moltissime persone e ampliare così il bacino di utenza in maniera esponenziale.

Ci sono molti modi per portare al successo una strategia completa di inbound marketing ma tutti richiedono la presenza online dell'azienda, dei prodotti o dei servizi da presentare.

Utilizzando i social network si possono proporre contenuti interessanti e utili per i consumatori, postare articoli di aiuto o supporto, collegarli ai prodotti o ai servizi offerti.

Creare contenuti originali, ottimizzarli dal punto di vista SEO e poi distribuirli tramite i social media, con la possibilità di condivisione in rete, è un esempio efficace di come si possa organizzare un flusso di informazioni molto alto in un'ottica inbound marketing.

Inoltre, in questa direzione è possibile costruire una una comunicazione diretta con il consumatore: utilizzando una pagina web con la possibilità di commentare oppure una fanpage di Facebook, si può favorire l'interazione con domande, sondaggi o richieste dimostrando interesse per l'opinione del target, che certamente apprezzerà.

L'outbound marketing è in questo molto meno efficace dell'inbound marketing. Ha un costo più elevato, richiede uno sforzo maggiore in termini di risorse e lavoro e si allontana dalle moderne tecniche di comunicazione.

 

In Conclusione

Abbiamo già parlato qui di quali sono i passaggi per costruire una strategia vincente di email marketing. Proviamo ora, come ultimo aspetto, a rivedere il concetto dal punto di vista di outbound o inbound marketing.

Un'eccellente strategia di content marketing per catturare l'attenzione dei lead è l'email marketing. L'obiettivo dell'email marketing consiste nel fornire informazioni mirate, aumentare il tasso di fidelizzazione dei clienti e cercare di mantenere un flusso costante di traffico verso un sito web.

L'email marketing in ottica outbound consiste nell'inviare un numero molto alto di email, a delle liste non profilate, che probabilmente finiranno nella cartella della posta indesiderata dei destinatari o nel loro cestini per la mancanza di un reale interesse.  L'email marketing in ottica inbound prevede invece l'invio di email ad un pubblico interessato ai prodotti, servizi o contenuti offerti grazie ad interazioni già avvenute o alla propensione all'ascolto e all'acquisito già dimostrate. Più mirato, più personalizzato e molto più efficace.

 

In conclusione possiamo dire che scegliere di utilizzare l'inbound marketing o l'outbound marketing non è possibile se prima non si comprendono a pieno le caratteristiche di ciascuna metodologia. Infatti, l'utilizzo errato di uno di questi due approcci può portare ad uno spreco di risorse finanziarie o dell'elevato costo delle opportunità di vendita che potremmo comunque riuscire a generare.

 

Decidere di abbracciare una delle due metodologie dipende dalle risorse a disposizione, dal modello di business che si vuole perseguire, dal tipo di prodotto e servizio che si vuole pubblicizzare, dalla tipologia di target di riferimento, dall'esistenza o meno di canali specifici per raggiungerli.

Tuttavia, anche le aziende che fanno esclusivamente outbound non dovrebbero mai dimenticare delle possibilità fornite dall'inbound marketing e nella maggior parte dei casi la combinazione dei due approcci è la scelta vincente.

È sbagliato considerare l'outbound come mera antagonista dell'inbound; la decisione più opportuna è quella che li considera semplicemente come due differenti modi per raggiungere obiettivi distinti ma ugualmente validi e importanti.

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